Tossicia tra storia e mistero
di Igino Addari

Edito dal Comune di Tossicia

Tossicia tra storia e mistero  

La pubblicazione nasce a seguito della realizzazione del progetto di riordino e inventariazione dell’archivio storico del Comune di Tossicia, in provincia di Teramo,  cofinanziato dalla Regione Abruzzo con i fondi della legge regionale n. 36/1999. L’attività è stata  svolta dall’archivista professionista Anna Maria Censorii  in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archivistica per l’Abruzzo.

Durante lo svolgimento delle operazioni, cui l’autore ha partecipato in qualità di esperto incaricato di curare l’informatizzazione dell’archivio, sono stati rinvenuti documenti sconosciuti che hanno contribuito a rivelare ed a delineare tratti inediti della storia del comune.

Alla luce della documentazione emersa e approfondendo l’indagine sulla comunità, sulle tradizioni, sui monumenti l’amministrazione comunale ha deciso di realizzare un’opera con la finalità di valorizzare e divulgare lo straordinario patrimonio artistico,  documentale e leggendario del comune di Tossicia e del territorio limitrofo identificato come “Valle siciliana”.  Un cantone dell’Abruzzo poco conosciuto e che un nome geograficamente fuorviante ha contribuito a rendere misterioso e per i più non correttamente localizzabile.

Igino Addari

Igino Addari

Descrizione

Alle pendici del Gran Sasso, incastonata fra aspre montagne, si staglia una piccola e florida vallata  con una storia millenaria altalenante tra l’onore degli altari e il più oscuro oblio.

È la Valle Siciliana e Tossicia ne è da sempre la capitale. Da quando i Siculi vi si insediano e continuano per secoli ad abitarvi.

Cade l’impero romano e, agli albori dello Stato-Chiesa, tre papi, nati a Tossicia e nelle sue frazioni, vengono innalzati sul soglio pontificio.

Dopo l’anno mille, gli Ordini cavallereschi religiosi e i Francescani lasciano  importanti tracce della loro presenza ponendo misteriosi interrogativi sull’origine e sulla motivazione degli insediamenti.

Tossicia si arricchisce, poi, di opere rinascimentali, di illustri personaggi, della presenza di potenti famiglie nobiliari;  dagli Orsini agli Alarcon y Mendoza, che vi si stabiliscono, fino a divenire sede marchesale.  

Ha origine l’infeudamento, si manifesta  il banditismo, il vento dell’Illuminismo porta alla rivoluzione napoletana, con il martirio del ministro della Repubblica Partenopea, il Tossiciano Vincenzo Pigliacelli.

Il breve ritorno dei Borboni lascia il passo al periodo napoleonico, ricco di riforme. Dal Regno delle due Sicilie, con la sua florida economia, si giunge al plebiscito per l’annessione al Regno d’Italia.

L’economia arretra e, per le famiglie più povere, avanza lo spettro dell’emigrazione. Insidie ambientali e false promesse rendono drammatica la vita di uomini, donne e bambini strappati alla terra d’origine, alla ricerca della sopravvivenza in tutti i continenti.

Il secondo conflitto mondiale coinvolge, infine, direttamente questa collettività con le brutalità perpetrate nel campo di concentramento.  Il ritrovamento di una lettera in lingua cinese e la  fuga, in una notte tempestosa, di oltre 100 internati rappresentano gli ultimi enigmi emersi.

 

Palazzo Marchesale

Altri interventi realizzati

SERIM.org